Paolo Cognetti

Preludio

Quando avevo sei anni mia madre mi portò con sé da un’amica: annoiato mi aggirai per la casa fino a che un oggetto attirò la mia attenzione, un pianoforte verticale. Ricordo distintamente di come il mio volto arrivasse soltanto all’altezza dei tasti, così grandi rispetto alle mie mani di allora, di come allungai le braccia per raggiungerli, e il forte stupore nello scoprire il suono che ne nasceva. Grazie alla fatale intuizione di mia madre cominciai di lì a poco a prendere lezioni di pianoforte e, non appena le mani acquistarono una certa familiarità con lo strumento, cominciarono anche i miei primi esperimenti compositivi. Da allora molte cose sono cambiate, ma non l’amore per la musica che è cresciuto fino a diventare la mia più profonda ragione di vita.

Il pianoforte e oltre

La musica di Paolo nasce dal pianoforte, lo strumento che lo accompagna dall’inizio del suo viaggio nel suono, e sul quale scrive, come un diario in note di un dialogo continuo e fecondo, le sue prime composizioni, caratterizzate da un’espressività istintiva e diretta. Ma il pianoforte diventa ben presto una base di partenza per esplorazioni sempre più ampie: approfondisce l’armonia, il contrappunto, l’orchestrazione, assorbendo tecniche e linguaggi in un vasto ventaglio di generi e stili. Dagli esperimenti col sequencer della sua prima tastiera elettronica in avanti comincia a mettere in pratica quanto appreso attraverso lo studio e l’ascolto, a familiarizzare con la tecnologia applicata alla musica e a sviluppare una particolare sensibilità per i valori di produzione.

ConsapevolezzaAutenticitàSerenità

Sopraffatti dalle notifiche dei social media, dai titoli dei giornali, dalle crisi politiche, da un clima impazzito e dal senso costante di un cataclisma incombente, prima ancora che si materializzasse nella forma di una pandemia globale, la tentazione di evadere dalle nostre vite non è mai stata così forte. La crescente diffusione delle esperienze di floating therapy e, parallelamente in musica, il sempre maggiore successo di composizioni che favoriscono l’isolamento da stimoli esterni sono una prova evidente di questo fenomeno. Paolo chiede a chi ascolta di rimanere sveglio, di essere capace di oltrepassare la propria zona di comfort, di assumersi la responsabilità di cambiare la propria vita piuttosto che fuggirla, e di affrontare il rischio di essere felice.

Musica da camera e per orchestra

Insieme

La musica o è con gli altri o non è.

Nella nostra cultura prevale ancora oggi una visione dell’essere umano pensato essenzialmente come individuo, ego separato e libero di entrare o meno in relazione con gli altri. Le tradizioni asiatiche e le recenti acquisizioni della fisica novecentesca e dell’antropologia culturale suggeriscono diversamente: c’è una costitutiva e originaria rete di relazioni di cui il cosiddetto “individuo” è nodo, nella prospettiva di una totalità differenziata.E non è diverso per la musica: un brano non esiste in sé, indipendentemente da tutto e da tutti, ma semmai diventa, si fa grazie a chi lo suona, lo ascolta, ne parla, lo ama, insomma grazie a tutti coloro per i quali è rilevante. La musica è sempre e soltanto in quanto relazione e processo.

Collaborazioni

Io e Te

Scopri